Chiesa di San Francesco Già di San Lorenzo (sec XIII)

Corso Francesco Petrarca, 42

Sorge fuori dalle mura dell’antico castello su di una collinetta; data la sua grandezza e posizione sembra abbia avuto nel passato funzione più di prestigio che di servizio cittadino.
La facciata è semplice, con umile portale abbellito da una lunetta; al centro si apre un finestrone circolare incorniciato dai segni zodiacali. La parte più antica in stile romanico, ha tre navate divise da colonne, pareti spoglie, soffitto a capriate, piccole monofore. Oltre il transetto, la chiesa si allunga nella cappella degli Anguillara, in stile gotico, con soffitto a crociera e l’arco a sesto acuto poggiante su basse e tozze colonne addossate alle pareti. Sul fondo del presbiterio, davanti all’abside appena accennata, si erge solenne il monumento funebre dei conti gemelli Francesco e Nicola, opera di Paolo da Gualdo (1400).

All’interno, sulla parete sinistra si ammira un tempietto marmoreo del ‘400 per la conservazione degli Oli Santi; vi è altresì un frammento di una delicata Vergine con Bambino (sec. XVI), un affresco di Sant’Antonio da Padova tra S. Sebastiano e S. Rocco, recentemente attribuito per la sua raffinatezza, composizione e spessore artistico, a Michelangelo giovane. Sulle colonne dell’arcata di fronte al monumento degli Anguillara, vi sono un Sant’Antonio Abate e una dolce Madonna con Bambino (sec XV).

Sulla parete destra si segnala: un affresco con Sant’Antonio Abate o San Terenziano, tra S. Sebastiano e S. Rocco, opera attribuita ad Antonio del Massaro, detto il Pastura (fine ‘400); un affresco con l’immagine della Vergine circondata dagli Apostoli (sec.XVI), di autore ignoto; a seguire un altro affresco raffigurante la Vergine con Bambino in braccio circondata da angeli, firmata da Vincenzo Gatto, figlio di Jacopo Sebastiano di Corchiano, dell’anno 1500. Continuando, si incontra un altare di tufo a corona del quale si possono ancora vedere residui di paesaggi e di nature morte, con ai lati S. Rocco e S. Sebastiano (firmato 1526; l’autore è ignoto); si nota lo stemma del card. Egidio Canini, vescovo di Sutri, committente. Seguono ancora: un affresco, con la figura di Santa Lucia, dolce nei colori e nelle linee; un tempietto con lapide funeraria, dedicato dal Card. Armagnac a Claudio Fosserio (che porta la data MDLVII); due piccole statue di marmo bianco poste ai lati del monumento, raffiguranti San Francesco con il libro della regola e San Lorenzo con la graticola in mano.

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