La chiesetta sorge sulla sinistra della Via Cassia verso Viterbo a circa 6 chilometri da Capranica e quasi al confine col territorio di Vetralla.
Non ha pretese architettoniche o artistiche, ma è una semplice cappella rurale di modeste dimensioni. La facciata è a timpano semplice con occhio di bue centrale, la porta e due finestrelle a lato; ha un campaniletto a vela addossato alla parete sinistra di fondo.
L’interno ha un unico vano con pareti intonacate e lisce e un unico altare a mensa addossato al muro; il pavimento è in cotto. Il titolo con tutta probabilità deriva dalla presenza di lavoratori stagionali, (poi residenti), tagliatori di boschi, del vicino monte Fogliano, carbonari, vangatori provenienti dall’Abruzzo ma soprattutto dalle Marche, da cui si diffuse in tutto il centro Italia tale culto alla Vergine.
La chiesetta è situata di fronte al Casale delle Capannacce, sorto sul sito della Stazione di Porta Romana, presente nella Tabula Peutingeriana come Vicus Matrini, una zona strategicamente molto importante per la presenza di varie diramazioni stradali dalla Via Cassia (Lago di Vico, Vetralla, Veiano, Barbarano e il diverticolo della Clodia per Bracciano). Il primo documento scritto ritrovato risale al 1670 per una visita pastorale di un incaricato del Vescovo di Sutri (mons. Spinola, visita apostolica 1574), ma si suppone che già tra la visita del 1627 e quella del 1643 la piccola chiesa fosse funzionante.
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