Capranica

Corso Francesco Petrarca, 40

ACCESSI
L’area del Comune di Capranica è posta a sud del Lago di Vico, delimitata a nord dal Comune di Ronciglione, a est dal Comune di Sutri, a sud dal Comune di Bassano Romano ed a ovest dai Comuni di Barbarano, Vetralla e Vejano.
Il territorio comunale ha una lunghezza di circa 8 km ed una larghezza media di circa 6 km.
L’asse viario principale è la S.S. Cassia, che attraversa l’intero territorio del Comune e lo collega con Roma e Viterbo. Si raggiunge comodamente anche tramite il servizio di autobus del Co.Tra.L. e delle Ferrovie dello Stato.
Capranica ha una popolazione di circa 6.800 abitanti.

AMBIENTE NATURALE
Il territorio del Comune di Capranica appartiene alla sub-area ambientale Cimina, costituita dal sistema orografico-vulcanico Cimino e caratterizzata dalla presenza del Lago di Vico e del Monte Cimino. Il complesso vulcanico in questione rappresenta un paesaggio suggestivo costituito da rilievi collinari coltivati, interrotti da gole boschive, a volte percorse da corsi d’acqua, e da paesi arroccati su speroni tufacei.
Il comprensorio dei Monti Cimini è caratterizzato dalla presenza di risorse naturalistiche e storico-archeologiche.

Il territorio comunale è per buona parte occupato da aree boscate, costituite principalmente da castagneti da frutto o ceduo, fustaie di faggio e cedui di quercia, soprattutto a nord, ai confini con il Comune di Ronciglione. Il nocciolo copre grandi aree, costituendo la coltivazione principale del Comune.

La fauna, che si ritrova principalmente nelle aree boscate e nelle zone a vocazione agricola, è composta principalmente da cinghiali, volpi, lepri, tassi, ricci, istrici.
Tra i volatili si osservano allodole, pettirossi, passeri, tordi e vari volatili notturni come civette, gufi e barbagianni.

AREE NON ATTREZZATE
Il territorio del Comune di Capranica, essendo stato abitato da popolazioni etrusche e romane, presenta vari resti di dette civiltà.
Si nota una presenza diffusa di resti di ville rustiche, frammenti fittili di epoca romana, fortificazioni, poste per il cambio cavalli, con una maggiore concentrazione lungo i tracciati dell’antica Cassia.
Sono inoltre presenti manufatti funerari sia di epoca etrusca che romana.

Sono presenti vari corsi d’acqua, per lo più a carattere torrentizio. La portata è estremamente variabile in base alle precipitazioni, anche se alcuni conservano una portata, seppur modesta, anche nel periodo estivo.
Alcuni di questi corsi d’acqua attraversano la campagna capranichese in zone boschive di rilievo ambientale, pressoché incontaminate, come ad esempio il fosso di Tinozzano, che scorre lungo una zona di pregio ambientale con vegetazione caratteristica locale, sia arbustiva che costituita da piante ad alto fusto.
Sul territorio comunale non sono presenti territori lacustri.

STORIA
Le prime notizie storiche di Capranica come insediamento risalgono alla seconda metà del secolo X, quando il luogo era conosciuto come Castrum Capralice, di dipendenza dei monaci del convento romano di S. Alessio, abitato da coloni provenienti da Sutri.
Il sito e il suo territorio conservano testimonianze di insediamenti umani sin dalla tarda età del Bronzo (Monti di Sant’Elia), passando per il periodo etrusco (Castrum Donazzani, necropoli), fino all’età romana (Vicus Matrini, Via Cassia).

Nel tempo vi passarono i barbari, la invasero i Longobardi, e – secondo leggenda – fu proprio la fuga dei custodi di capre a dare il nome al paese.
Il territorio fu attraversato da Carlo Magno, diretto verso Roma.
Nel 1270 i Conti degli Anguillara dominarono la zona, fino alla loro cacciata nel 1465 con una rivolta popolare sostenuta dalle milizie della Chiesa.
Capranica fu poi amministrata dalla Camera Apostolica Romana tramite Cardinali Governatori e in seguito da autorità civili, fino alla dominazione francese.

Coinvolta nelle vicende del Risorgimento, ha seguito le sorti dell’Italia unita.
Circondata da campagne fertili e boschi, Capranica è sempre stata una sosta per pellegrini sulla Via Francigena diretti a Roma.

VIA FRANCIGENA
Capranica è attraversata dalla Via Francigena, lo storico itinerario di pellegrinaggio che collegava Canterbury a Roma.
Una segnaletica dedicata indica sia il percorso storico, che segue la base della rupe su cui sorge il paese, sia la variante urbana, che attraversa l’intero centro storico.

 

 

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